ESCLUDIAMO LA GOLA DAI PECCATI CAPITALI

Senza voler essere un anticonformista, desidero esprimere la mia proposta di escludere i peccati di gola dalla lista dei sette peccati capitali che, come è noto, descrivono l’elenco dei cattivi comportamenti dell’uomo. La mia proposta non è scriteriata anzi è suffragata da innumerevoli ragioni.Innanzitutto perché i peccati di gola , rispetto agli altri sei è l’unico a non provocare danni agli altri e poi perché l’umanità ha sempre palesato l’istintiva tendenza del mangiare bene come lo testimoniano sia le sacre scritture sia gli scrittori laici dell’antica civiltà greca e latina come Archestrato, Omero, Epicuro, Lucullo, Petronio Apicio e tantissimi altri.. Senza scomodare le lontane reminiscenze scolastiche, desidero ricordare le recentissime statistiche riportate dalla stampa per l’anno 2019: rispetto agli anni precedenti, la spesa per il vestiario e per gli altri beni di consumo è diminuita mentre la spesa per l’acquisto dei prodotti agroalimentari è aumentata. Questo dato si spiega in modo abbastanza semplice: da una parte il minore potere di acquisto ha tenuto lontano gli acquirenti dagli articoli che non sono di prima necessità, dall’altra la generalità dei consumatori non ha saputo fare a meno di confortare con i piaceri della tavola le ambasce quotidiane. Per questo motivo hanno torto i cosiddetti benpensanti che sentenziano che non si vive per mangiare, ma che si mangia per vivere… Tutti gli Autori più importanti sia antichi che moderni deporrebbero contro la ottusa asserzione dei noiosi sputasentenze. A noi basti ricordare le tre frasi che riassumono la fondamentale tendenza dell’uomo verso il piacere del mangiare bene e verso la voluttà di sentirsi sazio, La prima frase risale ai tempi dell’antica Roma. “Panem et circenses” bisognava cioè assicurare l’apporto del cibo insieme ai divertimenti per tenere sotto controllo l’ inquieta popolazione dell’Impero Romano.. La seconda allocuzione si riallaccia ai tempi in cui il suolo italiano era tormentato dalle guerre delle potenze straniere, di quando gli Spagnoli e i Francesi si contendevano cruentemente il potere delle nostre regioni, il popolo coniò il detto “Francia o Spagna purché si magna”. Per la gente comune non era rilevante chi deteneva il potere, era molto più importante che non mancasse la fondamentale adeguatezza alimentare. L’ultimo aforisma si riferisce al secolo XIX, quando nel Regno delle Due Sicilie i sudditi si dividevano in due grandi categorie “la prima viveva per mangiare e la seconda viveva alla perenne ricerca del mangiare per vivere”. In quel tempo,, l’esagitata moltitudine del popolo era tenuta a bada con la Farina, oltre che con le Feste e la Forca. Il desiderio di soddisfare pienamente il proprio appetito rappresenta dunque l’innocente predisposizione dell’umanità è un desiderio innocente che, a differenza delle altre trasgressioni elencate nella lista dei cosiddetti peccati capitali, non provoca alcun danno agli altri . Appunto l’essere irascibile fomenta indecorose volgarità nei vari consessi finanche in quelle parlamentari dei cosiddetti “onorevoli” per non parlare delle sue riprovevoli conclusioni in colluttazioni dalle conseguenze a volte drammatiche. La superbia causa sentimenti di malanimo e odio in coloro che la sopportano che reagiscono in modo impulsivo e inconsulto … Per il desiderio sfrenato di accumulare ricchezze, l’avarizia fa sacrificare gli affetti e ogni altro buon sentimento sull’altare del dio denaro. L’invidia causa livore e acredine contro i più fortunati e tanto da fare esultare malignamente per gli insuccessi altrui. L’accidia, a causa della negligenza nel compiere il proprio dovere, e provoca notevoli danni verso i singoli individui e verso la comunità. La lussuria, in teoria dovrebbe ledere solo sé stessi perché le esagerazioni si riversano su chi le pratica, ma questo vizio può causare danni al partner e conseguenze sul piano familiare e sociale… Invece, il cosiddetto “peccato di gola” è , tra le varie perversioni , la colpa meno imbarazzante. Nessuno confesserebbe infatti di esser stato invidioso di Tizio o di avere sacrificato alcunché per lo sfrenato desiderio di arricchirsi e nemmeno di essere stato superbo ed accidioso, ma direbbe apertamente che va matto per gli spaghetti o per la minestra maritata. Inoltre la gola è il solo peccato che aumenta con l’età. mentre tutti gli altri tendono a diminuire.. Essendo il gusto delle persone anziane diventato più raffinato, il desiderio di mangiar bene aumenta con l’età Appunto per questo motivo e per meglio apprezzare le cucine delle varie regioni italiane l’ Istituto Culturale di Enogastronomia il Piatto d’argento da qualche tempo a questa parte organizza simposi sul tema ” La Cucina Regionale”. E’ stato già celebrato il simposio sulla cucina piemontese ed è in fase di avanzata organizzazione quello sulla cucina pugliese che si terrà presso l’Hotel de la Ville domenica 23 febbraio prossimo.

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